Riprendiamo il filo. Impressioni sull’ Edizione 77 Pitti Filati e oltre.

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Ho deciso di riprendere il filo (del discorso) in un periodo un po’ particolare, in cui  forse avrete l’opportunità di leggere questo post, magari dandogli uno sguardo dallo smarthphone, durante una breve “pausa” dalle meritate ferie.
In ogni caso riparto da dove c’eravamo lasciati e cioè dall’attesa di un contatto con l’azienda di produzione di filati ottenuti dagli scarti degli agrumi che purtroppo non c’è stato, pazienza.
Le motivazioni possono essere tante e semmai avrò novità in questo senso, di sicuro
non farò fatica a darvene conto.
Invece per ciò che riguarda la promessa di raccontarvi le impressioni sull’edizione 77 di Pitti Filati (Firenze, 1-3 luglio 2015) posso affermare che: se da una parte era palpabile il clima di grande ottimismo e fervore, probabilmente aiutato anche dall’affluenza da record, almeno secondo quanto riportano i dati ufficiali di Pitti filati 77, dall’altra non ho notato, se non altro a livello di proposte di prodotto, delle effettive novità tali da imporre un attenzione particolare.

Tuttavia però, se da una parte il prodotto o l’offerta di soluzioni li ho trovati sostanzialmente poco innovativi, dall’altra ho notato con piacere quanto di buono si stia facendo e proponendo a livello di, cultura, promozione e marketing di settore.
Ciò ha dato vita ad iniziative che hanno catalizzato l’attenzione da parte dei designer e dei rappresentati degli uffici stile delle più importanti aziende della moda internazionale, arrivati a Firenze da parecchi paesi esteri: Francia, Cina, Hong Kong, Belgio, Svezia,Est Europa, Repubbliche Baltiche, e Sud America oltre che ovviamente dall’Italia.
Ecco che la sfida vinta di questo Pitti Filati, a mio avviso, sta proprio nell’aver saputo colmare quel gap di coinvolgimento e di sensibilizzazione sul filato di alto livello made in Italy, su cui forse in passato si era puntato meno.
Bene quindi lo Spazio Ricerca Make it, che ha lanciato tendenze e input interessantissimi per la ricerca nella maglieria, così come tanta attenzione si è avuta per la sesta edizione del concorso Feel the Yarn, La competizione organizzata da C.P.F. Consorzio Promozione Filati, che ha messo in evidenza i lavori in maglia di 21 giovani designer provenienti da 8 tra le più importanti scuole di moda e design internazionali.
Per la cronaca a vincere sono stati i capi in maglia e il talento di Ng Siu Mui, giovane studentessa di The Hong Kong Polytechnic – Institute of Textiles and Clothing, che si è guadagnata borsa di studio di 2.000 euro; e i capi di Verena Winkelmann della Hochschule Niederrhein – University of Applied Sciences, che ha vinto uno stage altamente specializzato di tre mesi offerto dal Gruppo Stefanel.
Per gli studenti un’opportunità per farsi conoscere e al tempo stesso di costruire un network professionale per il futuro e per le aziende un modo per cogliere l’opportunità di ingaggiare nuove e talentuose leve utili per lo sviluppo del settore.
Guardando avanti ho piacere di segnalarvi i prossimi appuntamenti fieristici del nostro settore in particolare SpinExpo di Shangai ( l’unica offerta creativa internazionale per le fibre, i filati, la maglieria e i tessuti a maglia ) che si terrà dall’1 al 3 di settembre e il Pitti immagine Filato di Firenze attivo dal 27 al 29 gennaio 2016.

Alla prossima e mi raccomando…#nonperdiamoilfilo!

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