“La filiera del filo” ovvero la mia impressione su Itma 2015

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ITMA rappresenta la rassegna mondiale delle macchine tessili a cui ho potuto partecipare dal 12 al 19 novembre scorsi dopo vent’anni dall’ultima edizione svoltasi in Italia.

In particolare in questa XVII edizione ho potuto toccare con mano l’effettiva evoluzione della consapevolezza di quanto sia determinante la logica del rispetto dell’ambiente e della responsabilità sociale, anche nel settore tessile-abbigliamento che l’ha finalmente fatta propria come parte integrante del processo produttivo lungo tutta la filiera.

Per fare alcuni esempi mi hanno particolarmente colpito le soluzioni pensate per il recupero dei cosiddetti scarti, attraverso macchinari in grado di recuperare fila e teli trasformandoli in materiali isolanti, utili per l’edilizia, per l’ Automotive etc.

Degni di nota all’Itma 2015 sono stati, a mio avviso, anche gli spazi dedicati ai materiali innovativi, come fibre e filati riciclati, allineati ai nuovi standard di sostenibilità certificata, per una tecnologia di produzione sempre più responsabile.

A proposito di tecnologia, posso dire di aver notato parecchie ed interessantissime novità: dai macchinari per la tessitura, ai telai, dalle nuove applicazioni in grado di effettuare test sul filato e sulle fibre, alle nuove tecniche di stampa sostenibili etc.

Per quanto riguarda la specificità della mia produzione, ho potuto apprezzare gli strumenti di ausilio alla mio lavoro, come gli impianti di umidificazione, le taglierine e gli strumenti per gli stress test di ultimissima generazione, in grado di aumentare la qualità del prodotto, facendo attenzione alla riduzione dei costi, alle emissioni, oltre che all’aumento della marginalità.

Sono stata meno impressionata però dall’area dedicata all’esposizione delle macchine per la filatura cardata dove le novità sono state minime o quasi assenti.

Per contro ho notato un aumento di offerta e di soluzioni di macchinari e di supporto alle lavorazioni di fibre sintetiche e di recupero, piuttosto che di fibre nobili.

Tutto ciò probabilmente sempre nel nome della sostenibilità e di un modus operandi sempre più ottimizzato, attento, veloce e parco nel dispendio energetico.

Tuttavia, senza nulla togliere alla necessità di essere tutti più responsabili, fatto su cui mi spendo in prima “persona” e alla qualità sia di prodotto che di filiera produttiva riferita alle premesse di cui sopra, credo sia utile fare delle riflessioni assieme su cui, spero, vogliate dire la vostra.

  • Credo sia giusto puntare ancora tantissimo sulle fibre e sui filati nobili, magari facendo innovazione e puntando sulla sostenibilità anche in segmenti tradizionali
  • Penso sia corretto far leva su determinati tipi di materie e materiali, poiché sono comunque derivati naturali e di prima qualità
  • Ritengo che la stessa qualità non sia necessariamente da relegare ad una nicchia d’élite, ma che anzi possa rappresentare il nuovo terreno di sfida per il futuro.

Va da sé che ogni mia considerazione è frutto dei pensieri e del confronto di tutte le persone che compongono il mio team, le quali, tutte assieme, con assoluto interesse e partecipazione hanno preso parte attiva in fiera per vedere novità, conoscere tendenze e contaminarsi con quanto di nuovo sta proponendo il mercato del settore filati, filatura e abbigliamento.

Un modo, il mio, che punta, come sempre, ad un unico obiettivo e cioè quello di #nonperdereilfilo.

E voi siete stati all’Itma di Milano?

Ditemi la vostra!

Ps Qui di seguito, per la cronaca, ho piacere di riportare i temi delle conferenze/iniziative e relativi collegamenti a cui, in parte, ho assistito in quel di Milano

Il 13 novembre è stata la volta del 2° World Textile Summit (2° Vertice internazionale del tessile) Al Summit si è discusso di strategie sostenibili che creano valore per l’azienda all’interno della

filiera tessile. Il Summit ha previsto presentazioni di esperti e discussioni interattive, studiate per offrire una prospettiva globale sulle opportunità e le sfide che il settore tessile è chiamato ad affrontare.

Per maggiori informazioni 

Il 14 novembre è andato in scena il Forum dei leader del settore chimico e dei coloranti tessili Proposto per la prima volta a ITMA 2011, questo Forum è stato animato dalla partecipazione attiva di professionisti del settore dei coloranti e delle sostanze chimiche provenienti da tutto il mondo. A ITMA 2015 il programma si è concentrato sulla sostenibilità dei processi di tintura e nobilitazione. Comitato di programmazione: Associazione Italiana di Chimica Tessile e Coloristica (AICTC),  Dyestuffs Manufacturers Association of India, The International Federation of Associations of Textile Chemists and Colourists (IFATCC), Latin American Federation of Textile Chemists e Society of Dyers and Colourists 

Dal 15 al 17 novembre presso il Palco degli oratori nel padiglione Ricerca e innovazione è stata organizzata una piattaforma di formazione (aperta a tutti i visitatori di Itma) dove prestigiosi istituti di ricerca e formazione hanno presentato le loro innovative strategie di ricerca e le nuove tecnologie per il settore tessile .

Il 16 novembre è stato organizzato un forum dal titolo “Tessuto non tessuto: un mondo di crescita e di opportunità”, il Forum ha cercato cerca di affrontare problematiche, sfide e opportunità nel mondo in rapida evoluzione del tessuto non tessuto.

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