Dicono di me. Il caso dell’Osservatorio Umbria Expo.

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Per augurarvi e augurarmi un buon 2016, seppur a Gennaio inoltrato, ho l’intenzione di ripercorrere molto brevemente un 2015 interessante, lo stesso su cui faccio leva con fiducia per guardare avanti con ottimismo e rinnovato entusiasmo alle sollecitazioni del mercato.

Per condividere con tutti voi questo momento mi sembra opportuno, oltre che conveniente, riprendere parte della pubblicazione dell’Osservatorio Umbria Expo datata novembre 2015, momento in cui la redazione del giornale ha effettuato l’intervista ad Elio Santioni.

Già dal titolo: – Un bilancio positivo per il tessile – si comprende lo spirito dell’intervista che, come detto, racconta brevemente il 2015, periodo in cui, grazie al lavoro a pieno regime, mi permetto di porre solide basi per ulteriori investimenti che potranno, se il trend verrà confermato, vedere la luce già da quest’anno.
Dall’ampliamento della filiera produttiva, a nuove assunzioni, dagli aggiornamenti sul know how, all’attenzione per le nuove tecnologie e per la comunicazione come dimostra, ad esempio, questo spazio di pubblicazione e (se volte, anche di confronto), su web.

Con soddisfazione posso dire di essere arrivata a questo punto, oggi, in un periodo molto particolare per la nostra storia contemporanea, grazie allo spirito del mio fondatore che anche durante il colloquio con i giornalisti, dopo aver ribadito un po’ della mia storia, come farebbe qualunque genitore orgoglioso del proprio figlio, ha ribadito il proprio credo: «Quotidianamente investo sulle persone, sui processi e sull’innovazione dei filati e della filatura, perché sono convinto che la cultura della qualità vada ben oltre la buona volontà».

E a proposito di INVESTIMENTI, nell’articolo a me dedicato si parte dallo scorso anno affermando che pur all’interno di un settore che procede con una stagionalità fisiologica, nei primi dieci mesi del 2015, in qualità di Filatura Mareb ho registrato un ottimo andamento.
Nella prospettiva di un 2016 che confermi e rafforzi questo trend, mi prefiggo come obiettivo un ampliamento della clientela con relativo incremento dei profitti sia sul territorio dell‘Umbria che nel resto d’Italia.
Ma non solo. «Uno degli ultimi arrivi è stato l’acquisto di una nuova filanda, macchinario che ha sostituito il precedente apportando benefici in termini di qualità del prodotto filato e quantità di filati prodotta giornalmente.
Se l’andamento continuerà positivamente anche nei primi mesi del 2016, l’obiettivo mio e della direzione sarà quello di incrementare la filiera produttiva, inserendo nuovi macchinari e quindi ulteriori lavorazioni, al fine di offrire una gamma sempre più ampia di servizi per la lavorazione e la produzione di abbigliamento di prim’ordine.
Se centrerò l’obiettivo potrò anche ipotizzare un incremento occupazionale, rivolto soprattutto ai giovani, che comunque sono già presenza prevalente al mio interno».
Infatti, sono proprio le nuove generazioni, soprattutto ed ovviamente umbre, il terreno sul quale, in qualità di azienda di produzione filati di qualità, investo e punto da sempre.
«A prescindere da questa possibilità futura, mi impegno costantemente per accrescere la conoscenza e il know how del mio staff, partecipando a iniziative dedicate alle ultime innovazioni del settore.
Questo è il motivo per il quale sono stata con tutto il mio staff all’Itma 2015 di Milano, esposizione internazionale del macchinario tessile giunta alla diciassettesima edizione, come si può verificare leggendo il post precedente a questo».

I MATERIALI

Accanto all’aggiornamento delle competenze, indiscusso mio punto di forza, si conferma l’attenzione alle materie e ai materiali.«Per ottenere un filo perfetto, oltre a possedere un buon bagaglio di esperienza e una considerevole capacità tecnica e tecnologica, è fondamentale saper scegliere e lavorare una fibra ottimale.
Dal puro cashmere ai misti cashmere-seta e cashmere-viscosa, dalla pura lana al cammello e allo yak, dal bamboo ai misti angora fino al 90 per cento, quale che sia la materia lavorata voglio che i miei clienti possano servirsi di un filato che li metta nelle migliori condizioni di lavoro, così da semplificarne i procedimenti e valorizzare la loro creatività.
Contribuire al successo della clientela, infatti, è uno dei fattori di maggiore soddisfazione.
È motivo di orgoglio sapere che dal mio operato prenderanno forma nuove linee di abbigliamento, nuovi accessori fino ad arrivare a far parte di veri e propri elementi di arredo».

Sull’andamento delle prossime sfide lavorative che mi attendono e sulle novità del mondo della filatura e dei filati, sia in Umbria che sul resto del territorio nazionale, avrò modo di riferirvi nei prossimi post.

Alla prossima dunque e come sempre #nonperdiamoilfilo!

Ne approfitto per ringraziare Emilio Macro per l’articolo su di me pubblicato su Umbria Expo che potete scaricare cliccando qui di seguito: Articolo su Filatura Mareb

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