1.  Nei miei 2 impianti separati e speculari il processo di lavorazione prende il via con l’arrivo presso il mio magazzino delle materie prime, le quali possono essere grezze oppure colorate a seconda che abbiano subito o meno il processo di tintura.

2.  La prima parte della lavorazione vera e propria prende il nome di mistatura ciò significa che un tecnico mescola, mediante l’utilizzo di appositi macchinari o una singola fibra tessile o varie fibre differenti tra di loro, a seconda del prodotto finale che mi è stato commissionato.

Ciò al fine di ottenere il prodotto desiderato come ad esempio il Filato Puro Cashmere 100%il Filato 70%  Lana e 30% Cashmere oltre a tantissime altre varianti di tessuto.

Tale fase si concretizza tramite il passaggio delle materie prime in varie macchine e mediante l’aggiunta di prodotti oleanti ed antistatici in percentuali diverse a seconda della composizione finale del prodotto da ottenere.

L’amalgama così prodotta si lascia riposare per circa 24 ore affinché tutte le fibre assorbano in modo omogeneo i prodotti utilizzati.

3. Dalla mistatura, sono solita trasferire la mischia preparata in appositi grandi contenitori o box dai quali il prodotto è pronto ad entrare in macchina per la lavorazione successiva chiamata cardatura.
La lavorazione avviene su macchine chiamate appunto carde od assortimenti di carde costituite da dei cilindri rotanti di grandi dimensioni muniti di denti metallici di accurata finezza e numero, in grado di districare ed orientare le fibre, fino a ridursi di passaggio in passaggio in un velo di stesse fibre paralizzate che viene trasformato in nastro cardato (piatto).

Solo nell’ultima parte della macchina detta divisore avviene la trasformazione del nastro in stoppino.

Quest’ultimo tuttavia risulta essere ancora privo di resistenza e del giusto parametro di finezza.

4. A questo punto trasferisco lo stesso stoppino di cui sopra sui filatoi nei quali si mettono a punto i parametri tecnici come le torsioni, il titolo (che non è altro che la finezza del filo che sono capace di far variare dal 1/900al 1/34000), oltre alla resistenza e all’allungamento.

Alla fine di questa lavorazione ottengo un filato in spole che dovrò trasferire alla lavorazione successiva.

5. La roccatura avviene su una macchina specifica chiamata roccatrice.
Nonostante il controllo qualità sia stato eseguito costantemente durante tutto il ciclo produttivo, questa fase, essendo la parte conclusiva, richiede un’attenzione particolare verso l’analisi qualitativa del prodotto.

Questo delicatissimo passaggio si compie mediante sofisticate stribbie ottiche in grado di eliminare eventuali impurità ed irregolarità presenti nel filato.

6. Il prodotto (filato) finito fissato in rocche, viene imballato secondo le esigenze del cliente e predisposto per la spedizione.

Oltre alle fasi principali o fondamentali per l’ottenimento di un prodotto all’altezza di soddisfare le esigenze della clientela, ho piacere di indicarvi qui di seguito le lavorazioni accessorie o aggiuntive, che posso o devo eseguire sul filato a seconda del tipo di richiesta.

Prima della consegna ai maglifici il filato deve essere condizionato questo procedimento consiste nel mettere le rocche di filato all’interno di una stanza chiusa, umidificata e riscaldata, chiamata camera di condizionatura.

Il filato deve rimanere in tale ambiente per circa 24 ore e, grazie al giusto grado di temperatura e di vapore presenti all’interno, si stabilizza consentendo una più scorrevole smacchinatura ai maglifici che lo riceveranno per la realizzazione dei capi di abbigliamento.
Ulteriore lavorazione che realizzo sul filato se mi viene richiesto dal committente, può essere la ritorcitura che consiste nell’unire due o più fili insieme al fine di ottenere un filato più grosso.

Oppure, sono in grado di abbinare insieme fili di diverso colore, che possono portare anche ad ottenere un filato dal colore finale moulinè.
Altra lavorazione che riesco a realizzare molto bene è quella dell’aspatura, che consiste nel trasformare le rocche di filato grezzo in matasse, al fine di poter tingere il filato in vari colori.

Una volta che lo stesso sarà del colore desiderato sarà nuovamente risistemato in rocche e preparato per la consegna ai maglifici (dipanatura).

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